Perché mangio troppo?

perdere peso

PERCHÉ NON FACCIO LE COSE CHE MI RIPROMETTO OGNI MATTINA?

Milioni di donne, insoddisfatte del proprio peso, sanno benissimo ciò che sarebbe giusto fare: mangiare di meno e fare molto esercizio fisico .

Sanno cosa DOVREBBERO, ma … NON lo FANNO!

 

E’ un problema di informazione? No. Le librerie ... la TV… i giornali invitano, ordinano di essere morigerate a tavola e faticare sulla cyclette...

PAROLE.

Semplici parole che entrano da un orecchio ed escono dall’altro.

Ma nelle stesse librerie o alla TV, i settimanali straboccano di migliaia di RICETTE con piatti prelibati ma ipercalorici  … e la gente ne è stupidamente attratta: non se ne perde una e trascrive, come un’ oca, gli intrugli su foglietti volanti che l’indomani avrà già perso.

LE DONNE SI COMPORTANO ESATTAMENTE IN MODO OPPOSTO di quello che sarebbe più opportuno FARE.

Trincerandosi dietro 100 SCUSE : poco tempo … tanto lavoro … lo studio …. i figli ... i genitori … la politica … il volontariato.

 

Un grande manager americano disse:

“Se vuoi veramente ottenere qualcosa ( carriera, potere, magrezza) sai certamente trovare il modo per raggiungerla. Se non lo vuoi, troverai sicuramente un’ ottima scusa.”

 

Parole sante e vere.

Nella vita tutti cercano il PIACERE e rifuggono il dolore, la fatica, le azioni noiose, l’ansia, la rabbia, la tristezza.

TUTTI sono alla ricerca di un SOLLIEVO rapido ed immediato. Purtroppo il cibo ingrassante lo sa dare magicamente.

Il conforto che possono dare i biscotti, il gelato, le patatine fritte, i crakers al formaggio …. OSTACOLA il sacrosanto desiderio di perdere peso e assicurare un bell’aspetto ed un corpo più piacevole  di quello di oggi.

 

Ogni giorno della settimana l’occasione di un gustoso break alimentare vince sul … DOMANI (in cui potrei essere più bella e accattivante se sapessi rinunciarvi).

Studi internazionali affermano che il 30% delle donne è affetta da depressione ciclica : non sanno di esserne affette, ma lo sono.

Perché così tante? Per i cambiamenti ormonali ed i problemi riproduttivi, genetici e biologici; per lo stress da lavoro, la casa, le responsabilità familiari, gli abusi sessuali, le violenze, l’ insicurezza per il proprio corpo ….

E’ difficile prendersi cura di sé quando, per 1000 ragioni, ci si sente uno schifo !

Anche se al lavoro e in famiglia coi figli o il marito sono bravissime, NON si prendono cura di sé e NON realizzano quello a cui tengono molto: peso corretto, linea gradevole ed un corpo tonico e giovanile .

 

In tutte le culture del mondo le donne hanno meno status , potere  e controllo  sulla loro vita rispetto agli uomini (nel lavoro e nella società è visibile ovunque!).

Sono ben poche le appartenenti al sesso femminile che possono essere finanziariamente indipendenti  dagli uomini (mariti o genitori).

Questa BASSA autostima di sé si manifesta in 100 modi: insicurezza, ansia, alimentazione disturbata, malinconia, abbuffate.

 

Questa è la ragione principale per spiegare la frequente incapacità delle donne di seguire regole alimentari sane ed equilibrate e di impegnarsi regolarmente nell’ attività motoria.

Anche lei ha subito violenza o non lo ricorda?

trauma subito

 

Nel lontano 1994 uno psichiatra, Waller, avanzò l’ipotesi che il disturbo delle Crisi di alimentazione Incontrollata (Binge Eating Disorder) fosse associato a precedenti violenze sessuali e potesse essere il fattore psicologico in grado di spiegare, anche se in piccola parte, il comportamento bulimico e le abbuffate.



Naturalmente non tutti i soggetti che hanno subito violenze durante l’infanzia devono obbligatoriamente  sviluppare un disturbo alimentare; analogamente non tutte le persone affette da Alimentazione Incontrollata sono state oggetto di violenza.

 

Quando un soggetto subisce un trauma che non è in grado di accettare e sostenere si scatena un meccanismo psicologico complesso definito dissociazione .


 

Il terrore ed il ricordo del trauma sùbito scuotono la coscienza a tal punto da creare una serie di comportamenti e pensieri dissociativi (isterici) come espressione di fuga dai ricordi (amnesia relativa al trauma).

 

Oltre alla violenza sessuale intra ed extra familiare che può variare dalla carezza allo stupro (confessato dal 20 % delle pazienti interpellate ), possono essere presenti nella storia dei soggetti affetti da Binge Eating Disorder:

 

  • Maltrattamenti fisici (percosse o torture nel 27 % dei casi).
  • Violenze psicologiche, trascuratezza affettiva, mancanza di attenzioni (nel 35 % delle pazienti).
  • Abbandono durante l’infanzia o perdita di un familiare stretto.

Per molti soggetti abbuffarsi  è sicuramente un tentativo di sfuggire alla propria coscienza nel momento in cui devono affrontare emozioni (ansia, rabbia, frustrazione) o pensieri negativi.

 

  • " Strafogarmi col cibo anestetizza gli sbalzi di umore e la tristezza ” mi confessa Antonella, giovane avvocato in cerca di un lavoro stabile, vergognandosi delle sue parole.
  • Quando mi rimpinzo di schifezze tutti i miei pensieri cattivi scompaiono !” ammette con reticenza Nora madre di due bambini in età scolare, evitando di guardarmi negli occhi.

 

Rapporto tra comportamento “Binge” e trauma sessuale

 

Non voglio instaurare un legame stretto, sicuro tra un evento lontano nel tempo e la patologia di cui stiamo parlando: tuttavia l’esperienza clinica e le percentuali della ricerca scientifica lo suggeriscono.

Se un minore viene strumentalizzato ed usato per pratiche sessuali, di cui non avverte la portata, subisce enormi danni sia dal punto di vista fisico che psicologico.

 

Soprattutto se l’esperienza non è isolata ma ripetuta nel tempo, sebbene ammantata dal gioco e dalle coccole.

 

L’elemento disturbante l’equilibrio emotivo è soprattutto “il violento” che spesso è un parente stretto o un insegnante o un religioso, persone di cui la giovane si fida .

 

Il dramma rimane nascosto nei pensieri, nei ricordi che, per istinto di sopravvivenza, vengono dimenticati.

Ma appunto perché rimossi dalla coscienza queste “tragedie personali”  tornano nei sogni e si mascherano di fantasmi, insicurezza, bassa autostima, rabbia, violenza contro se stesse.

Un disturbo del comportamento alimentare è un mezzo efficace per 
reprimere, 
sviare, 
narcotizzare 
“quei” sentimenti di colpa, di vergogna e “quei” ricordi che devono tuttavia trovare uno sfogo.

 



Imbottirsi di cibo serve ad allontanare la rabbia,

a cancellare la voglia di urlare .

 

Il cibo ingrassante, gli alimenti proibiti

fungono da anestetico e regalano l’oblio.

 

In conclusione, inconsciamente, essere grasse, percepirsi poco gradevoli è un modo per tenere a distanza altri potenziali violentatori.

Come fare ad avere controllo sul cibo.

dimagrire

Ipotizziamo che lei si riconosca in questa patologia chiamata, dagli Autori anglosassoni, Binge Eating Disorder ….

Vorrebbe rispondere a queste domande?

  • Qual è la molla che la spinge a comportarsi in maniera così illogica?
  • E’ insoddisfatta del suo peso e delle sue forme … e mangia, pasticcia?
  • Vuole dimagrire e … pasticcia?
  • Si arrabbia ogni volta che non trova abiti carini della sua taglia e … pasticcia?

La vita è piena di contrasti, di ingiustizie, di preoccupazioni e lei trova giusto concedersi qualche coccola, per non avvilirsi.

Ovviamente c’è un prezzo da pagare: il peso non scende, forse aumenta!

Siamo una società ricca dove il cibo:

  • è dappertutto,
  • costa poco ( il cibo ingrassante costa pochissimo)
  • tira su il morale e fa dimenticare le “piccole-grandi” pene quotidiane.

Molte donne pensano che la Bulimia o i Disturbi del Comportamento Alimentare ( come il Binge Eating Disorder) facciano ingurgitare ENORMI quantità di cibo.

NO.

Il campanello d’allarme suona quando si vuole dimagrire ma si fa di tutto per andare nella direzione contraria ….

… sapendo benissimo che è sbagliata!

Trincerandosi dietro frasi di comodo come:

  • Non mi succederà nulla!
  • Cosa vuoi che sia?
  • Tanto, posso smettere quando voglio ….

Purtroppo quel giorno non verrà mai.

 

Introduciamo il concetto di ALIMENTAZIONE COMPULSIVA .

E’ un impulso difficilmente controllabile ad introdurre cibo fuori dai pasti … pur non avendo molta fame.

Dobbiamo concludere che alcune donne di 30- 40 anni fino ai 50 ed oltre, usano talvolta determinati cibi per placare:

ansie …. dolori … preoccupazioni.

Utilizzano il cibo come un farmaco: come se fosse un anestetico o un antidepressivo.

Se queste mie parole l’ hanno colpita, coinvolta; se si sente emozionata e si è riconosciuta in alcuni aspetti fin qui presentati, c’è un forte sospetto che sia affetta da Binge Eating Disorder.

Siamo di fronte ad una patologia seria che se non viene guarita cronicizza per anni portando questa paziente a insoddisfazione, malinconia, rabbia contro se stessa per non essere capace di fare quello che il mattino si è ripromessa.

 

Ha bisogno di un terapeuta.

L’enciclopedia più famosa in Italia definisce “terapeuta”: un Medico  , dotto   in una determinata malattia e nella sua guarigione.

Si attivi.

 

Telefoni e chieda un consulto.

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