Che cosa è la cellulite?

Cellulite

E’ un’alterazione della cute e del tessuto sottocutaneo che interessa alcune zone del corpo femminile: la fascia esterna-superiore delle cosce, le anche, i glutei, l’addome, le ginocchia, le gambe e le caviglie.

Le localizzazioni:

  • Le cosce (la localizzazione più classica e più frequente): i cuscinetti e i noduli cellulitici si presentano nella parte superiore ed esterna, progrediscono lungo il bordo esterno sino alle regioni anteriori e posteriori in modo da raggiungere il terzo distale della coscia
  • Le anche (la seconda sede per frequenza): la cellulite colpisce generalmente soggetti che hanno una struttura ossea particolare del bacino che presenta una deformazione caratteristica definita “pantalone da cavallerizza”
  • I glutei: si deposita soprattutto nella parte inferiore ed è peggiorata dal cedimento della muscolatura, a causa della sedentarietà
  • L’addome: tipica delle donne in sovrappeso o obese; la localizzazione è favorita dalla stipsi, dalle patologie addominali, dalla mancanza di esercizio fisico e dal conseguente rilassamento della muscolatura.
  • Le ginocchia: talvolta i noduli sono talmente localizzati da creare una fastidiosa ciambella nel lato interno della coscia appena sopra il ginocchio : più evidente nei soggetti che hanno le ginocchia valghe.
  • Gambe e caviglie: generalmente i cuscinetti infiltrano i polpacci e si estendono fino all’articolazione tibio-tarsica. In questa sede la disfunzione circolatoria si caratterizza con gonfiori, pesantezza, edema.

La cellulite

cellulite
La palpazione della zona ammalata é generalmente dolorosa e rileva un’epidermide fredda con profonde depressioni (cute a trapunta).
Gli strati superficiali aderiscono tenacemente a quelli sottostanti impedendo alcuna mobilità e creano un’imbottitura fitta che ricopre il muscolo.

Il colorito della cute varia dal bianco latteo al giallastro su cui risaltano piccole dilatazioni capillaro-venulari antiestetiche e diffuse.

Nella cute si distinguono tre strati:
  • L’epidermide (strato superficiale) che si rinnova continuamente attraverso la desquamazione
  • Il derma nel quale si trovano arterie e vene, nervi, ghiandole e fibre connettivali
  • L’ipoderma lo strato più profondo che contiene i lobuli di grasso


La quantità di tessuto adiposo in un soggetto varia rispetto all’età, al sesso, all’alimentazione, alla costituzione fisica, al tenore di vita, al tipo di attività lavorativa e alla sedentarietà.

La massa adiposa normale nell’uomo e nella donna è rispettivamente
UOMO : il 10-14 % (7-12 kg) del peso corporeo
DONNA : il 12-18 % (9-14 kg) del peso corporeo

Gli adipociti (cellule ove è stipato il grasso) sono ammassati in lobuli e sono circondati da impalcature di sostegno (connettivo fibrillare) contenenti i vasi arteriosi, venosi, linfatici e i nervi.
Il numero e il volume delle cellule adipose di un soggetto varia in relazione alla loro distribuzione nei vari distretti corporei, maggiore nella regione epigastrica (subito sotto lo sterno),ipogastrica (sotto l’ombelico) e femorale (radice delle cosce), nei glutei lo spessore del pannicolo adiposo é dovuto all’aumento di volume delle cellule grasse.
Gli adipociti sono situati ad una certa profondità della cute oltre lo strato dell’epidermide.

Ovviamente le persone in sovrappeso e gli obesi posseggono cellule adipose di volume e numero maggiore rispetto ai soggetti magri; tuttavia è molto frequente una lieve obesità con eccesso di adipe nella regione femorale (obesità ginoide).

Dov’é la lesione?
Esiste un processo degenerativo del tessuto sottocutaneo (lo spazio compreso tra l’epidermide ed i muscoli) con la disorganizzazione della sua normale struttura costituita, tra l’altro, da cellule adipose e tessuto connettivo.
Il tessuto connettivo è uno dei 4 tessuti fondamentali dell’organismo ed ha la funzione di costituire il telaio, il sostegno, di tenere uniti la pelle, i muscoli, gli organi.
E’ in questo tessuto che sono presenti i nervi ed i vasi arteriosi e venosi: avvengono gli importanti scambi di ossigeno tra i capillari e le cellule e tra queste e i capillari venosi e linfatici.
L’integrità e l’equilibrio di questo tessuto sono fondamentali per il corretto metabolismo delle cellule: qualora il connettivo presenti delle anomalie, gli scambi nutritivi verrebbero compromessi.

 

La mesoterapia

fianchi snelli
La mesoterapia ottiene i risultati migliori nella cura della cellulite. E’ un atto medico che si avvale di 3 elementi:
  • il medico
  • la siringa e gli aghi
  • i farmaci

Nata in Francia per l'intuizione del dott. Pistor, deve il suo successo all'azione combinata e sinergica di due stimoli:

  • di tipo fisico: la penetrazione degli aghi nella pelle dà origine ad una reattività nervosa intensa. Si producono vasodilatazione, aumento della circolazione locale, secrezione di “mediatori chimici” che esercitano un’azione antidolorifica
  • di tipo farmacologico: l’infiltrazione locale di microdosi di principi attivi che si depositano e vengono rilasciate gradualmente nel giro di pochi giorni

Si agisce sulla zona affetta da cellulite tramite iniezioni multiple con aghi della lunghezza di 4-6 millimetri per favorire la penetrazione dei farmaci a dosi minime, anche omeopatiche.

Le iniezioni sono eseguite esclusivamente a livello dell’ipoderma (strato della pelle ove è presente l’alterazione cellulitica), a differenza di quelle intramuscolari che penetrano profondamente nei tessuti.
Dura pochi minuti e, grazie all’azione dei nuovi anestetici contenuti nel cocktail, è quasi indolore.

Azione locale
Nelle zone affette da panniculosi i farmaci iniettati per via mesoterapica modificano il tessuto alterato e riportano la situazione anatomica alla normalità.
Il medico agisce dopo attenta valutazione del quadro clinico : in pazienti con preponderante sofferenza venosa inietterà farmaci ad azione venotropa ; in pazienti con cellulite dura farmaci lipolitici, capaci di modificare la compattezza del tessuto.
Tali composti farmacologici giungono in brevissimo tempo e ad elevata concentrazione nei settori dove esiste la patologia; la loro propagazione avviene per diffusione grazie alla notevole espansione del microcircolo capillare riducendo un gran numero di disturbi soggettivi: crampi fastidiosi, senso di peso e freddo alle estremità.

I farmaci allopatici
Appartengono alla farmacopea ufficiale.

I farmaci omeopatici
L’omeopatia è fondata sull’ipotesi che la malattia è uno squilibrio di energia. Per ottenere la salute è necessario ricuperare questa stabilità.
Alla fine del ‘700 il dottor Hahnemann, medico tedesco, suppose che ogni malattia fosse curabile con la somministrazione di dosi infinitamente piccole di farmaci (chiamati rimedi omeopatici) capaci di provocare i sintomi della stessa malattia (principio della similitudine): regola già presente nella medicina ai tempi di Ippocrate o dei romani (similia similibus curantur).
L’Omeopatia utilizza microdosi di sostanze vegetali o minerali (se ne conoscono fino a 3000) preparate secondo peculiari metodiche di “dinamizzazione” che conferiscono a queste sostanze inerti potere terapeutico.
Il medico tedesco notò un bizzarro e apparentemente inspiegabile aumento del potere curativo alla riduzione della dose preparata, ossia all’aumento delle diluizioni.
L’omeopatia può curare con successo numerosi disturbi, in special modo quelli cronici e psicosomatici, anche se alcuni cultori di questa corrente affermano che sia possibile guarire da qualsiasi malanno.
L’aspetto più importante ed originale è che si interessa al soggetto nella sua interezza, giammai ad un organo ammalato.
Lo squilibrio di una funzione si ripercuote sulla stabilità dell’individuo (inteso come connubio tra corpo e mente).
Vengono comunemente somministrati ai pazienti rimedi omeopatici sotto forma di granuli, compresse, fiale, gocce: l’aspetto più importante è che i preparati naturali, dopo estrazione con alcool, vengono diluiti con forte agitazione.
Le diluizioni più usate sono decimali (sigla D, DH, X), ossia una parte della soluzione è diluita in 9 parti di solvente, centesimali (C, CH) quando una parte della soluzione è diluita con 99 parti del solvente e così via.
La critica più comune all'omeopatia è che dosi così piccole di farmaco non possono avere un’azione terapeutica valida, ma solo psicosomatica o di placebo (preparato senza effetto terapeutico).
I cultori di questa medicina affermano che le microdosi stimolano il sistema di difesa dell’individuo (sistema immunitario) provocandone l’auto-guarigione.

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