Troppe volte ha tentato senza risultati?

problemi alimentari
Ci deve essere una ragione.
Certo: ha seguito la terapia sbagliata.

 

Per guarire da un disturbo alimentare complesso come il Binge Eating Disorder, la terapia efficace è: non seguire una dieta .

 

Ha capito perfettamente: lei non è mai guarita perché la terapia era sbagliata.
Avere in mano un foglio con indicato:
Una tazza di tè e due fette biscottate – 55 grammi di pasta + un cucchiaino di parmigiano; 40 grammi di bresaola + un pomodoro ed un cucchiaino di olio; un kiwi...
Non la assicura che nel pomeriggio, stanca e malinconica, vedendo una scatola di wafer al cioccolata, lei sia in grado di non divorarne velocemente sei.
No, sarebbe troppo bello e nessuno sarebbe sovrappeso, non trova?

 

Proprio grazie alla miseria di 55 grammi di pasta ed ai 40 grammi di bresaola decisi da un' altra persona che si sente frustrata ed ha bisogno di una rivincita alimentare.
Ripeto: seguire una dieta dimagrante per questa patologia  è la terapia fallimentare.
Sarebbe come essere affetta da cistite ed assumere i farmaci per curare la bronchite!
Risultato: ricovero ospedaliero.
Il problema è un altro: le pazienti affette da Binge Eating Disorder sanno benissimo che non dovrebbero pasticciare il pomeriggio aprendo in continuazione ora il frigorifero per tre fette di salame e più tardi la dispensa per una confezione di crakers al formaggio … lo sanno ma una forza interna le spinge a comportarsi in maniera assurda.
Questa patologia è ben diversa dal semplice sovrappeso e dall’obesità: se il problema è l’accensione dell’auto è stupido montare il crik e cambiare la gomma.
Questa malattia è complessa e difficile da curare.
Pochi medici se ne vogliono prendere carico perché è necessario studiare, per anni, anche discipline come la Psicologia e la Programmazione Neuro Linguistica e non tutti ne hanno voglia.
Regolarmente a queste pazienti non viene fatta la diagnosi corretta ma semplicemente: sovrappeso o obesa.
Pochi medici sanno guardare oltre il numero della bilancia.
Il medico specializzato nei Disturbi Alimentari deve disporre di un ventaglio di tecniche che trasformino la paziente in co-terapeuta di se stessa , guidandola poco alla volta a:
  • prendere coscienza  della malattia
  • far emergere la voglia di guarire  una volta per tutte
  • cambiare il rapporto con il cibo allettante 
  • da ultimo insegnarle strategie di allontanamento  dai suoi comportamenti masochistici (voler dimagrire e, contemporaneamente, mangiare).
Altro che consegnare velocemente due fogli con elenchi di alimenti, grammature e ricette dietetiche...
Troppo facile ed infatti le pazienti non guariscono, cronicizzano e gli anni passano, chiuse nella rabbia e nella depressione per non essere capaci di seguire i diktat del sergente maggiore-dietologo di turno.
Modificare il proprio rapporto col cibo, ribaltarlo è la chiave di volta della terapia del Binge Eating Disorder: la correzione di prospettiva operato dalla terapia che pratico da 20 anni per questa malattia, produce nella donna il cambiamento della percezione della sua realtà e delle sue emozioni.

 

La paziente Binge Eater è rigida nella ostinata perseveranza delle soluzioni sbagliate per risolvere il suo problema.
Voler dimagrire e, contemporaneamente, mangiare.
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