Come perdere peso settimana dopo settimana e mantenerlo

perdere peso

 

L’esperienza più che ventennale dimostra che la semplicistica strategia “ consegnare una dieta ad un paziente alla prima visita ” non consente di modificare i suoi pensieri inadeguati sul cibo o i comportamenti disfunzionali che sono responsabili del suo stato di sovrappeso.

L’assoluta mancanza di risultati a lungo termine della terapia tradizionale, la dieta, ha convinto un manipolo di dietologi a cercare alternative. Infatti seguire pedestremente un regime alimentare, prescritto da un medico, non insegna nulla al paziente che rimane con le sue idee scorrette sull’alimentazione e, naturalmente … col suo sovrappeso/obesità!

 

Sono convinto che tutti hanno la capacità di gestire efficacemente il proprio problema di peso, imparando le tecniche di controllo dei comportamenti.


Grande importanza va data all’aspetto cognitivo: il paziente deve diventare co-terapeuta di se stesso, sotto la guida di un abile medico-Coach.


Il rapporto col sanitario ( incontrarsi una volta al mese non instaura una relazione terapeutica proficua) aiuta il soggetto a sentirsi impegnato, non solo a parole, a rispettare quelle regole che, di volta in volta, verranno decise, insieme, in terapia.


Il metodo che propongo ha alle spalle centinaia di pubblicazioni nel mondo: confrontandolo con il trattamento classico (la sola dieta) e con i farmaci anoressizzanti, è quello che, statisticamente, ha i maggiori successi a lungo termine e mi ha permesso di far dimagrire migliaia di pazienti negli ultimi trenta anni.

Come dimostrato da un elevato numero di congressi medici e dall’esperienza, i regimi molto restrittivi favoriscono la nascita di disturbi alimentari psicogeni, quali la bulimia e la più recente sindrome da iperalimentazione incontrollata, il binge eating disorder  degli autori anglosassoni (veda il mio sito www.bingeeatingdisorders.com).

 

Da parte dei molti pazienti delusi, sfiduciati si è sviluppato un atteggiamento critico, una sorta di movimento della “anti dieta”. La dietoterapia è pertanto un’arma spuntata ed obsoleta, usata solo da clinici che non si aggiornano scientificamente.


Statistiche nazionali affermano che più dell’ 80% delle persone che cerca di perdere peso con la sola dieta fallisce l’obiettivo.


In conclusione: come la fine del Giurassico ha decretato l’estinzione dei dinosauri, analogamente il terzo millennio ha determinato la fine dell’era delle sole diete dimagranti.


Niente scuse, il cervello ha la necessità di sudare

perdere peso

Di fronte a pazienti di entrambi i sessi, pigri e sedentari ogni medico specialista in dietologia ha difficoltà a farli uscire dal loro peso eccessivo, legato anche alla sedentarietà.


Personalmente utilizzo un approccio innovativo fondato sul dialogo socratico: è una particolare forma di colloquio fondato su una serie di domande e commenti volti a far scoprire al soggetto le sue convinzioni errate e disfunzionali, promuovendo in lui un atteggiamento critico nei loro confronti.


L’esperienza mi ha insegnato ad introdurre il discorso con le seguenti osservazioni. Per decenni gli scienziati ritenevano che, col passare degli anni, il cervello invecchiasse e perdesse migliaia di cellule nervose, i neuroni, ogni giorno.

Oggi sappiamo che tecniche psicologiche e l’esercizio fisico possono modificare il cervello, sviluppare nuove aree, nuovi circuiti e nuove connessioni nervose. Proprio così: uno studio dell’università di Montreal, realizzato su cento soggetti di mezza età, sedentari e soprappeso, facendo eseguire a loro per sei mesi una camminata veloce o jogging quotidiano, ha ottenuto una serie di modificazioni interessanti:


• ovviamente riduzione del peso corporeo e del giro vita,


• miglioramento dei parametri ematici,


• la vera sorpresa sono stati i test cognitivi: le loro performance erano nettamente migliorate e hanno ottenuto una ossigenazione cerebrale più vantaggiosa.

A distanza di tre mesi la rivista Neurobiology ha condotto un altro studio su seicento persone anziane, confermando quanto sopra.

In coloro che invece di rimanere sedentari si erano impegnati in attività motoria aerobica come la bicicletta, la cyclette o il cammino, c’erano segni di minore declino cerebrale.


Iniziando con pochi minuti quotidiani, oltre le normali occupazioni e con un minimo di costanza, è facile e molto frequente prendere il ritmo e farla diventare una nuova abitudine.


All’inizio è un impegno fastidioso ma sicuramente facile, a costo zero  e pratico, perché realizzabile senza orari né particolari attrezzature.

E’ la mia mission incrementare la motivazione, facendo apprezzare i piccoli ma positivi cambiamenti nel fisico e nell’aspetto emotivo.


Posso affermare che con il mio supporto, presente ad ogni visita, il movimento sta conquistando il sesso femminile.

Di fronte a qualche resistenza più marcata, sorridendo invito la paziente a “provare per credere”, per almeno tre settimane, un periodo non eccessivo né stancante.

 

Incredibile ma la magia, se così si può chiamare, funziona: l’ 85% delle pazienti ne fa un punto di vanto, sfidandomi a muoversi più di quanto chiedo loro!


Non sono infrequenti persone che scoprono un mondo finora a loro sconosciuto e sviluppano il bisogno quotidiano di eseguire movimento aerobico per mezz’ora quotidiana.


Per scaricare le loro tensioni, sentirsi più realizzate, meno depresse o ansiose e ritagliarsi uno spicchio della giornata esclusivamente proprio.


Qualcuno è dubbioso? 


Provare per credere, per almeno tre settimane!

Ma ripeto: solo la capacità terapeutica del dialogo socratico del vero motivatore smuove … la sedentarietà.

Share by: